Nel Museo del Patrimonio Industriale, la prima bicicletta elettrica opera d’arte

La bicicletta elettrica Futura 2.0 opera d’arte è stata svelata lo scorso 3 ottobre, nel Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, in occasione dell’inaugurazione della mostra Scultura e Impresa 2015, la personale dello scultore Michele D’Aniello.

“Credere prima che le cose avvengano, le fa accadere!” è il filo rosso che attraversa questa quarta edizione della mostra e lungo il quale si sviluppa il percorso tracciato dalle opere di D’Aniello, realizzate con materiali innovativi e utilizzati per la prima volta nell’arte contemporanea.
L’artista crea a partire da materiali di produzione industriale e li assembla, dando vita a delle opere che uniscono simbolicamente il mondo dell’arte a quello della manifattura.
L’obiettivo del progetto “Scultura e Impresa” è quello di trasmettere la bellezza e i valori universali che spingono l’uomo a raggiungere il successo, ovvero quella capacità di “far accadere le cose”.
L’esposizione mette in mostra 14 grandi opere rivestite con i materiali di produzione di grandi aziende italiane.
Una di queste è Wayel che, rispondendo alla sua vocazione per l’arte e il bello, ha deciso di credere nel progetto artistico di Michele D’Aniello, affidando alle mani dello scultore la bici elettrica Futura 2.0.
Per l’e-bike delle meraviglie, Michele D’Aniello si è ispirato al ciclo artistico Teste d’uomo, trasformandola in un luccicante bassorilievo fatto di teste dorate che illuminano un cielo stellato. Un’opera simbolica, a dimostrazione che esiste un rapporto ed un legame profondo tra il mondo dell’industria e quello dell’arte. Basta riscoprirlo e rinsaldarlo.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2016, nel Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, in via della Beverara,123.

Foto in copertina di Fabio Mantovani.

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